Coming out è l’espressione usata a livello internazionale per indicare chi apertamente dichiara il proprio orientamento sessuale di tipo omosessuale, maschile o femminile. Per la ricorrenza, 11 ottobre di ogni anno, ce ne parla la nostra psicosessuologa.
La dichiarazione pubblica alla famiglia, alla società, all’ambiente in cui si è inseriti, rappresenta soltanto la seconda fase. La prima fase è caratterizzata dal coming out interiore. Ovvero il momento in cui si ha consapevolezza dei propri vissuti emotivi e desideri che sono rivolti a persone appartenenti al proprio sesso di genere.
Ci si scorda troppo spesso che si tratta di un momento delicato
Questa fase, che può essere molto lunga, rappresenta un momento molto delicato e altamente stressante per la persona che si sente investita da una grande carica emotiva. E’ un momento spesso vissuto in solitudine e senza riuscire a parlarne o a confrontarsi per la paura di ricevere un giudizio negativo.
Nei confronti della omosessualità maggiore è il diniego da parte della società, assente la comprensione empatica, sino alla repressione agita anche legalmente in alcuni paesi nel mondo, più intensa e sofferta sarà la ricerca della propria identità.
Superata questa fase, dopo un processo graduale, si giunge alla accettazione della propria condizione, e il “dichiararsi” oltrepassando il “velo” permette di sentirsi più sicuri e meno fragili. Naturalmente una apertura positiva in famiglia, soprattutto quando il coming out avviene durante la adolescenza, può favorire questo processo di accettazione della propria omosessualità e limitare i danni sul piano emotivo e psicologico.
Dal Coming out al Coming home…
Attualmente in alcune società è presente un coming out di mediazione: nessuna dichiarazione pubblica, il partner/la partner esce allo scoperto, e viene presentato alla società – anche attraverso la comunicazione dei Social – come un amico intimo (coming home).
“Molti individui altamente rispettabili del presente e del passato lo erano, e tra di loro alcuni dei più grandi mai esistiti. E’ una ingiustizia perseguitarla (l’omosessualità) come fosse un crimine”. (S. Freud , 1910)
Dott.ssa Patrizia Pezzella Psicologa, psicoterapeuta, perfezionata in Sessuologia clinica per Redazione VediamociChiara
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Take Home Message
L’espressione deriva dalla frase inglese coming out of the closet (“uscire dal ripostiglio” o “uscire dal nascondiglio”. Ce ne parla la psicosessuologa, la dott.ssa Pezzella.
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